Con il 2023 che si appresta a finire e le numerose novità che sono approdate dal mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, viene naturale chiedersi cosa riservi il futuro per tutti coloro che si occupano di SEO. Ecco un’analisi su alcuni trends da monitorare per prepararsi al meglio per il 2024.
Mobile first indexing
Ad ottobre del 2023 Google ha annunciato di aver completato la transizione verso il Mobile First Indexing. Dopo un periodo di circa 7 anni quindi, il desktop viene definitivamente accantonato. Questo significa che per eseguire la scansione di qualsiasi sito Google farà riferimento alla sua versione mobile e non più a quella desktop con conseguente aumento di importanza a fattori come la navigabilità e l’esperienza utente da mobile.
La questione assume una rilevanza particolare soprattutto per quei siti web che mostrano due pagine e due contenuti diversi in base al dispositivo utilizzato dal visitatore, pratica già fortemente sconsigliata da Google attraverso le linee guida pubblicate sul Google Search Central. Se un sito, precedentemente visitato con Googlebot Desktop, nella sua versione mobile dovesse risultare più povero di contenuti, questo vedrà le sue posizioni già in discesa a partire dal mese di dicembre 2023 e con il passare del tempo sarà sempre più difficile recuperare posizioni.
SGE – Search Generative Experience
Nel 2023 l’intelligenza artificiale è diventata accessibile a tutti grazie al libero accesso a ChatGPT, il chatbot e modello di OpenAI che ha dato il via alla creazione di numerose applicazioni di intelligenza artificiale.
Google non poteva sicuramente stare a guardare e dopo pochi mesi ha rilasciato il proprio chatbot chiamato Bard. Attraverso l’evoluzione di quest’ultimo, ora Google si appresta a lanciare una nuova funzionalità nelle proprie ricerche chiamata “SGE”, acronimo che sta per “Search Generative Experience”.
La SGE è una modalità di ricerca sul web che sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per creare contenuti personalizzati in base alle query degli utenti. Google quindi, invece di limitarsi a mostrare una lista di siti e link, con la SGE genera risposte dirette, complete e pertinenti, sotto forma di testo, immagini e video. Un po’ come già succede con i “risultati zero” con la differenza che le risposte non saranno prese lettera per lettera dai siti ma generati sul momento grazie all’intelligenza artificiale.
La SGE avrà un impatto molto evidente sulle strategie SEO dato che la sua introduzione potrebbe ridurre drasticamente il traffico che i siti ricevono. Data l’importanza di addestrare un’intelligenza artificiale con informazioni accurate, è possibile che i backlinks e gli altri segnali esterni al sito acquisiranno un ruolo dominante nell’algoritmo di ranking.
Allo stesso modo la SGE potrebbe spingere Google a consolidare la direzione già presa di declassamento dei siti che propongono solo pochi contenuti utili con una qualità media del sito bassa. Sarà quindi molto importante prestare attenzione alle pagine poco performanti nei risultati di ricerca analizzandole con Google Search Console ed, eventualmente, inserire un noindex.
Volatilità delle SERP
Il 2023 si conferma, esattamente come il 2022, uno degli anni più corposi in tema di aggiornamenti dell’algoritmo di Google. Mentre alcuni anni fa i cambiamenti avvenivano con distanza di alcuni mesi l’uno dall’altro, in questi ultimi anni gli aggiornamenti più corposi si fanno sempre più frequenti. Le regole della SEO cambiano in fretta e non sempre seguono una logica apparente.

Il 2024 si appresta sicuramente a confermare questo trend che porterà alla volatilità delle SERP, termine che sta ad indicare numerosi cambiamenti nei risultati di ricerca con siti che da un giorno all’altro potrebbero non soltanto perdere posizioni ma anche scomparire del tutto, salvo poi riapparire qualche settimana (o giorno dopo). Occorre quindi dotarsi di buona pazienza ma soprattutto di monitorare costantemente i progetti SEO seguiti.
Core web vitals – Migliorare le perfomances del sito web
I Core Web Vitals sono un insieme di tre metriche che misurano la velocità (LCP), l’interattività (FID) e la stabilità visiva (CLS) di una pagina web. Ad oggi, queste metriche fanno parte dell’algoritmo di Google e, in alcuni settori molto competitivi, influenzano notevolmente il ranking dei vari siti.

Google ha sempre spinto i proprietari dei siti web ad offrire un’esperienza utente gradevole precisando però che ottenere dei Core Web Vitals leggermente superiori ad un altro sito non significa in alcun modo che il primo otterrà matematicamente un posizionamento migliore. Per citare la documentazione di Google:
La Ricerca Google cerca sempre di mostrare i contenuti più pertinenti, anche se l’esperienza sulle pagine è mediocre. Tuttavia, per molte query sono disponibili tanti contenuti utili. Un’esperienza sulle pagine eccellente può contribuire al successo nella Ricerca, in questi casi.
A marzo del 2024 una nuova metrica verrà introdotta all’interno degli algoritmi: il suo acronimo è INP che sta per “Interaction to Next Paint”. Con questo nuova metrica Google andrà a valutare la reattività della pagina web ovvero quanto tempo passa quando un utente esegue un’azione e aspetta una risposta da parte del sito web. Un buon valore è solitamente inferiore ai 200 millisecondi ovvero 1/5 di un secondo. Solitamente un ritardo può dipendere da numerosi fattori come il carico di elaborazione che la CPU deve affrontare e scripts di terze parti che potrebbero appesantire la pagina.
Il fatto che Google continui ad evolvere le metriche dei Core Web Vitals può significare soltanto una cosa: hanno e avranno un impatto SEO che nel tempo potrebbe aumentare. Meglio farsi trovare preparati.
Per concludere, cosa ci riserva il futuro
La tecnologia evolve e con essa i suoi utilizzatori. Le ricerche effettuate dagli utenti oggi appaiono sempre più fluide con il mescolarsi degli intenti di ricerca informativi ed intenti di ricerca commerciali e transazionali. L’avvento dell’intelligenza artificiale continua poi a stupirci ogni mese con novità sempre pronte a mettere in discussione come eravamo abituati a lavorare fino a poco tempo prima. Il 2024 si presenta come un anno di forti cambiamenti, vale la pena prepararsi ed essere reattivi per evitare di rimanere indietro in un settore come la SEO che mai come oggi mostra la sua frenesia.
